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L’atrofia dei mascellari, più o meno marcata, rende difficile se non impossibile la ritenzione della protesi pertanto si rende necessaria l’applicazione di due o più impianti per garantire non solo la ritenzione protesica, ma anche una migliore masticazione, fonetica, nonché relazioni sociali.
Infatti, tale situazione (atrofia dei mascellari) spesso costringe i portatori di protesi mobili a ricorrere agli adesivi, che nel mercato si trovano in vasta gamma e formulazioni (crema, polvere, cuscinetti adesivi al silicone ecc.).
Questi dispositivi danno stabilità alla protesi, ma provocano spesso una sgradevole modificazione del gusto dei cibi; causano, inoltre, delle sgradevoli alitosi e delle infiammazioni gengivali.
L’implantologia oggi è in grado di dare una risposta a questo problema sociale in modo semplice e sicuro, inserendo due o più viti in titanio (possiamo paragonarle a radici di denti naturali) nell’osso delle mascelle. La vecchia dentiera viene agganciata a queste radici artificiali, bloccandola senza alcun uso di adesivi.
La protesi diventa così fissa che permette di mangiare in modo naturale. Sarà persino possibile addentare una mela od un panino, operazioni prima impensabili.
Anche la fonetica sarà sicuramente migliorata, dando al paziente, una maggiore sicurezza psicologica.
A fine giornata la protesi non ha bisogno di difficili operazioni igieniche, ma potrà essere pulita con un normale spazzolino e dentifricio.
L’applicazione di queste radici artificiali viene eseguita senza alcun dolore, senza incisioni chirurgiche, con esiguo sanguinamento, senza punti di sutura ed in una normale seduta dall’implantologo. È nella stessa seduta che si procederà alla stabilizzazione degli impianti mediante una barra in titanio saldandola ai pilastri direttamente nel cavo orale.
Questo metodo permette di stabilizzare gli impianti di applicare contestualmente la protesi e di funzionalizzarla subito.
Vengono applicati degli attacchi sulla vecchia dentiera, la quale si fisserà con estrema facilità alle radici artificiali, e potrà essere rimossa per le operazioni di pulizia quotidiana con semplicità.
Radiografia con “radici artificiali” inserite
Visione degli attacchi sulla gengiva
Visione degli attacchi sulla dentiera
Visione dell'aggancio dentiera
IMPLANTOLOGIA COMPUTERIZZATA Grazie all’ausilio di un software (NobelGuide) ora è possibile programmare il numero, la sede, le dimensioni e l’orientamento tridimensionale degli impianti nell’osso mascellare. In più, è possibile preparare una protesi provvisoria, o addirittura la protesi definitiva, ancor prima di inserire gli impianti e quindi applicare impianti e denti nella stessa seduta. Questa tecnica consente inoltre di intervenire a cielo coperto, ossia senza incidere la mucosa, quindi senza punti di sutura e con un post-operatorio quasi inesistente. Questa nuova metodologia “Tac-guidata” prevede un "Carico Immediato" della protesi, ossia di masticare da subito, e permette di inserire tutti gli impianti necessari a riabilitare in modo totale una bocca completamente edentula, riducendo al minimo l’errore, il tutto in circa un’ora. Questo è possibile eseguirlo in un normale studio con la presenza e l'assistenza, laddove necessaria, di un’anestesista che praticherà una adeguata sedazione. Inseriti gli impianti nell'osso, questi vengono "solidarizzati" fra di loro con i denti provvisori fissi, in modo che la fissità favorisca l'osteointegrazione. In altri termini, nel caso estremo, un paziente edentulo totale può essere studiato con esame TAC, progettata e costruita la protesi, programmato per l’intervento ed uscire subito dopo l’intervento con i denti pronti per l’uso. La moderna implantologia a livello internazionale è orientata in tal senso, legata sempre più alle frequenti richieste di soluzioni rapide per una società dai ritmi frenetici. Riabilitazioni rapide, precise, estetiche, funzionali ed incruente rappresentano i principali obiettivi della moderna implantologia.
Radiografia pre - trattamento
Radiografia dopo il trattamento
Foto post - 1 ora dopo
IMPLANTOLOGIA ELETTROSALDATA
Questa metodica prevede l’inserimento degli impianti con “Tecnica mini-invasiva” (senza incisioni, senza punti di sutura, esiguo sanguinamento) e la stabilizzazione degli stessi mediante una barra di titanio elettrosaldata ad ognuno di loro nella stessa seduta, direttamente nel cavo orale. Contestualmente si applica la protesi nuova o pre-esistente (se congrua) sulla barra in titanio. L’uso della barra è fondamentale per il raggiungimento di una “Stabilità primaria” e per il “Carico immediato”. “Conditio sine qua non” all’osteointegrazione è la stabilità primaria ossia quella stabilità che ha un impianto quando si raggiunge una forza di serraggio (Torque) da 30 Newton in su. Con la barra in titanio il limite di 30 Newton di Torque è by-passato dalla stabilità che la barra elettrosaldata conferisce ai singoli impianti. In questo modo la barra funge da stabilizzatore degli impianti, scompone e ripartisce le forze masticatorie su tutti gli impianti permettendo il carico precoce e quindi la funzionalizzazione immediata degli stessi. La funzione migliora il trofismo osseo e quindi il processo di osteointegrazione, cioè accelera la rigenerazione ossea peri-implantare (“Stabilità secondaria”). Questo principio è lo stesso che gli ortopedici usano nelle fratture con i “mezzi di contenzione esterni” eliminando la contenzione tradizionale (gesso), concedono al paziente di poter deambulare sull’arto fratturato (“carico precoce”) migliorando il trofismo dell’osso e dei muscoli.
Questa metodica sfrutta gli stessi principi di quelli utilizzati nella “Implantologia Computerizzata”, ossia, “Tecnica mini-invasiva”, “Stabilizzazione immediata” e “Funzionalizzazione immediata degli impianti” con la differenza che in quella computerizzata esiste una “Progettazione pre-chirurgica”, sulla dimensione nonché sull’orientamento degli impianti nel mascellare e sulla costruzione (in laboratorio) della barra che in questo caso sarà fusa in oro, o in titanio o tornita in zirconio.
IMPLANTOLOGIA NELLE AGENESIE DENTARIE Nella riabilitazione su impianti talvolta si rende necessaria una stretta collaborazione, oltre che tra implantologo e protesista, anche con l’ortodonzista. E’ questo il caso delle agenesie dentarie (assenza congenita di uno o più denti), dove spesso questa condizione si associa al deficit di spazio in arcata, per cui bisogna recuperare ortodonticamente lo spazio, mantenerlo fino alla maggiore età con mantenitori di spazio, per poi inserire gli impianti e la protesi definitiva.
Poiché questi pazienti sono quasi sempre della giovane età, il professionista deve dare delle risposte e garantire dei risultati, non solo al giovane paziente, ma soprattutto ai genitori, e quindi il pressing e la vigilanza sull’operato del professionista è massima. Considerazioni sulla terapia ortodontica delle agenesie
Le agenesie degli incisivi laterali superiori, presentano notevoli difficoltà operative durante il trattamento ortodontico, tale difficoltà, è rappresentata dal creare spazio sufficiente per l’inserimento degli impianti, e quindi l’Ortodonzista si trova a dover rispondere innanzitutto alla richiesta da parte del chirurgo che vuole sempre più spazio, ed ai genitori che chiedono di non estrarre denti, inoltre deve soddisfare il paziente, che chiede soluzioni estetiche anche durante il trattamento è comprensibile come in effetti trattare un caso di agenesia dei laterali superiori sia una terapia.